2019/2020 Riflessioni su una pagina della nostra Storia

A novembre siamo partiti un po’
in sordina e non poteva che esser così. Ma con l’esperienza della Valsenales,  abbiamo rotto
il ghiaccio,
per cercare di conoscerci meglio ed insieme porre le basi per
la stagione alle porte. In quelle giornate trascorse sul ghiacciaio del preistorico
Otzi”, nessuno poteva immaginare che
qualche mese dopo si sarebbe vissuto un momento buio.

Nessuno di noi poteva pensare che
la stagione 2020 terminasse in modo
così serio e preoccupante. Non solo per lo sport e per il nostro amato sci – messo
in quarantena forzata al pari degli altri sport nazionali – ma per tutta la
nostra comunità, la nostra società, la globalità
umana , per usare un termine coevo
della globalizzazione.

In pochi giorni siamo stati tutti
spettatori dell’inimmaginabile, che ha mutato in pochi frangenti i nostri
pensieri, i nostri cuori, la nostra vita ordinaria e quotidiana.

Sono saltati tutti gli schemi, le
nostre certezze.  Abbiamo e stiamo
vivendo(ancora oggi mentre scrivo queste righe) senza sapere quando che e fino
a quando ???!!! terminerà questo inciso negativo della storia.

Una storia che ci coinvolge
tutti, a prescindere dell’età, dal ceto,
o ruolo o posizione sociale acquisita
, in un dolore collettivo, nella
preoccupazione generale, nell’ansia quotidiana. Saremo capaci sì di ripartire,
con animo nuovo e certamente con più generosità ed umanità, questo almeno deve
essere l’augurio.

Lo dobbiamo per rispetto di
nazione, di popolo, di gruppo per onorare e non dimenticare  tutti quanti a quelli che non ce l’han fatta.
Penso in questo momento ai tanti nonni
d’Italia
che ci hanno lasciato ed a coloro i nuovi ragazzi del ’99 che chiamati  hanno lottato in prima linea  pagando di persona. Generosità e senso del
dovere. Due valori  che anche gli
sportivi non dovranno mai dimenticare e rispettare, anche quando questo sarà
tutto finito.